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Michela Vittoria, lettera aperta

Cara Michela Vittoria,

è il mio secondo post che ti riguarda e mi dispiace anche un po’…ma come faccio a stare zitto?

Io mi trovo in una situazione un po’ “spiacevole”. Sto facendo quello che forse anche altri miei coetanei hanno fatto e stanno facendo: sto lavorando (meglio dire studiando) per un periodo all’estero nella speranza di finire il mio dottorato (dottorato per altro dato da una università straniera)…ma di questo, del fatto che l’Italia non sia una meta attrattiva per chi fa ricecrca…si anche questa è ricerca, sociale  (o socio-tecnologica) d’accordo, ma ricerca.

E…guarda un po’…mi occupo di turismo e nuove tecnologie…forse tangenzialmente o forse meno tangenzialmente di come penso. E ogni volta che apro un sito italiano (ad esempio corriere.it) e per caso leggo le parole “Brambilla” e “turismo” mi si gela il sangue nelle vene. Non perché io farei meglio, o perché voglia criticare il tuo operato Michela Vittoria…io purtroppo sono troppo disinformato per poter giudicare nel merito quello che sta succedendo e come stai operando.

Ma di una cosa sono sicuro. E cioè che il settore turistico non è il settore spazzatura, quello dove buttare gli esuberi di scuole e compagnie aeree in fallimento. Non è tantomeno un settore dove mandare online un sito come quello che ha mandato online il tuo illustre predecessore sale e pepe (oggettivamente INARRIVABILE per ingenuità).

Questo lo dico soprattutto perché ad oggi, basta un click in Google per capire cosa fanno i nostri vicini (senza citare nuovamente visitbritain.co.uk) come per esempio gli Svizzeri (www.myswitzerland.com). E sono d’accordo che non è tutto oro quello che luccica e che l’immagine non è tutto (se posso essere sincero, credo che nel mondo virtuale, l’immagine –meglio la reputazione- faccia molto)…ma almeno la decenza per un paese come il nostro che sul turismo basa l’economia di regioni geografiche (come per esempio la romagna), almeno la decenza dicevo…non sarebbe male…

Questo il pezzo che cito dal corriere.it di oggi:

«NUOVE FIGURE PROFESSIONALI» – E per chi non ha un posto di lavoro si preannunciano scelte difficili. «Stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola» ha detto il ministro, con un riferimento a Vittoria Brambilla che potrebbe far ipotizzare soluzioni anche nel settore del turismo. «Sono profondamente dispiaciuta nel vedere che le modalità con cui è stata gestita la scuola in questi anni hanno creato un precariato enorme, ma non possiamo aumentare il precariato illudendo le persone che la scuola possa assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari e che riesce a pagare: è poi scorretto che gli insegnanti in Italia siano sottopagati rispetto all’Europa».

>> leggi tutto l’articolo

Mi dispiace dirtelo, Michela Vittoria, ma il turismo nel resto del mondo e’ preso come una cosa seria, una industry vera e propria con professionisti seri che ci lavorano non come ripiego, ma perché è uno dei settori più complicati al mondo dal punto di vista socio-informativo. Questi professionisti potrebbero tranquillamente lavorare in altri ambiti….ma si trovano a lavorare in questo ambito specifico essenzialmente per due motivi credo:

1. La già citata complessità intrinseca del settore che ha in sé logiche di comunicazione, tecnologie, marketing, business, imprenditoria, cultura, natura, economia […] interrelate, interconnesse e interdipendenti. 

2. l’importanza capitale che riveste l’attività turistica per uno stato, una regione, una città, perfino per un piccolo paese.

Ora, seriamente, ti prego Michela Vittoria lotta perché il nostro paese torni ad essere il posto in cui chiunque al mondo deve venire almeno una volta (e speriamo ci torni), e lotta perché di fatto il turismo potrebbe essere una delle leve (…si d’accordo forse una delle più piccole…ma nemmeno tanto) per il nostro rilancio economico. E lotta perché il web, sia un posto in cui la gente possa trovare veramente quello che cerca sull’Italia, la sua cultura, il suo turismo eccetera…

Te lo chiedo perché ci tengo. Perché dopo un anno in giro tra Inghilterra e Stati Uniti ne sono convinto: come casa nostra, mi dispiace, non ce n’è. 

Cordiali saluti. 

baci&abbracci

One Comment Post a comment
  1. Caro Alessandro,
    se davvero vuoi occuparti di turismo in modo serio mantieni delle opzioni in ambito internazionale. Quì da noi si mantengono le stesse priorità del passato; quantità industriale di dichiarazioni a mò di marketing politico e il nulla di fatto.
    Cordialità

    January 31, 2009

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